Parla Romero, cocker americano di 9 anni adottato da Cristina Rigon

di CRISTINA RIGON - Cari amici umani, sono Romero, alcuni di voi mi conosceranno perché spesso la mia umana pubblica delle foto buffe di me. In verità mi dice anche che ho molti fans qui sul web. Sto dettando queste righe alla Cri perché in questi giorni la vedo un po’ giù, sento spesso che parlare con Gianpy (l’umano maschio che vive in casa mia) e sento che dice ”troppi cockerini abbandonati…….troppi cocker resi subito dopo l’adozione…..cani mordaci e ringhianti…..”, allora pensavo di rendervi partecipi di alcune mie riflessioni (embè, io sono un cocker speciale, non so solo combinare guai a raffica).

Ho saputo (ascolto sempre le telefonate perché sono curioso) che per adottare un amico peloso gli umani devo fare una domanda, compilare un modulo, ricevere colloqui telefonici e una visita a casa, parlano in famiglia, pensano al cane che adotteranno, sognano su quello che sarà, su quello che faranno con lui ecc. in pratica gli umani adottano con la testa e con il cuore molto tempo prima di incontrare il nuovo amico. Per me (e per i miei compagni di avventura) non è cosi’ che avviene. Noi stiamo con il nostro umano, buono o cattivo che sia e lo amiamo comunque, un giorno però la nostra famiglia, ci da’ via, ci porta al canile, ci abbandona o ci regala a qualche altro umano. Noi non sappiamo perché, non sappiamo dove andiamo nè cosa ci succederà. Alcuni di noi sperano tanto di ritrovare il loro umano, ma altri non sanno cosa sperare perchè  quell’umano non l’hanno mai avuto, almeno così come intendete voi, una persona che si prenda cura di noi con noi con affetto e attenzione. Poi, da un momento all'altro tutto cambia, ci caricano su una macchina, un furgone o un aereo, posti bruttissimi e spaventosi che molti di noi non hanno mai visto, c’è rumore e abbiamo molta paura. Dopo poco tempo o molte ore, sfiniti, accaldati, assetati, bisognosi di fare i nostri bisogni si aprono quelle porte e……umani , tanti, ci tirano giù, ci stringono, ci prendono in braccio, ci baciano. Ci sono bambini che strillano, che ci vogliono accarezzare. Ci ricaricano su un’altra macchina e ci portano in una cosa che loro sanno essere “casa” ma per noi è un posto sconosciuto piena di mille odori strani. Alcuni di noi, i più fortunati, ne hanno già conosciuta una così, hanno già sentito quei rumori, quelle voci allegre… altri, come me per esempio, non avevano mai provato niente di simile. Oddio adesso cosa mi succederà, perché questi sconosciuti si continuano ad avvicinare? Perché mi vogliono toccare? Io cerco di lanciare dei messaggi, mi irrigidisco, giro la testa, faccio tutto quello che mi dice il mio istinto ma loro continuano, continuano…. Io ho tanta paura, non son abituato, forse i miei umani precedenti si avvicinavano solo per picchiarmi o forse semplicemente mi tenevano in un box e io non conosco mani amiche. Alla fine non ce la faccio più, sono sfinito e spaventato. Ringhio, tento di mordere. Alcuni di noi cercano di scappare, cercano di nascondersi , altri meno timidi trovano una cosa bellissima che si chiama “divano” e pensano che sia la loro cuccia, un paradiso, ma poi questi sconosciuti ci si avvicinano e vogliono venire in cuccia con noi. Non sia mai, adesso che l’abbiamo trovata  è nostra. …..ecco, ho morsicato…..io ho solo la bocca per comunicare….non sapevo che altro fare……ho provato a lanciarti messaggi …..UMANO TU NON LI HAI CAPITI……ecco, di nuovo su una macchina…..ecco io non capisco…….cosa mi succede di nuovo…ho tanta paura…

Condividi

Facebooktwitterredditpinteresttumblrmail